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domenica 15 aprile 2012

Risorse per non smettere mai di imparare



Lingue e altro:

http://www.italki.com 
scambia le tue conoscenze linguistiche e impara nuove lingue, con altri studenti o scegliendo un insegnante;

http://www.allexperts.com 
chiedilo a un esperto: volontari qualificati rispondono a titolo esclusivamente gratuito alle tue domande.
WEU (we-u) - World Education University - corsi online a livello universitario in lingua inglese 


Una risorsa per conoscere: il sito dell'Ecole Normale Supérieure Paris

http://savoirsenmultimedia.ens.fr/focus_detail.php?id=8

sito dell'Ecole Normale Superieure Paris per la diffusione di materiale culturale proveniente da conferenze, corsi, incontri
 sito dell'Ecole Normale Superieure Paris per la diffusione di materiale culturale proveniente da conferenze, corsi, incontr: archivio;
il sito è passato alla nuova versione in marzo 2011 e l'archivio conserva il materiale precedente;
il nuovo sito dell'Ecole Normale Superieure Paris  


mercoledì 4 aprile 2012

Imparare senza andare a scuola: l'autonomia è quello che fa per te?

Apprendimento a distanza, imparare da autodidatta, studio e ricerca personale... E' questo lo "stile" per imparare che fa per te? Chiunque tra noi è per la maggior parte abituato a qualcosa di molto diverso: scuola, istruzione istituzionale, obbligo formativo, insegnamento in aula e così via.
La "fatica" dell'aula, degli impegni fissi (inclusi il tempo da dedicare e il denaro da spendere), delle scadenze da rispettare etc. contribuiscono a dare l'idea della difficoltà e della mediamente scarsa accessibilità ad una istruzione di alto valore. Non smettere mai di imparare diventerebbe, se vista solo così, una sfida molto difficile.
Una cosa che mi chiedo, però, è per chi è adatto un modello di apprendimento di un certo tipo oppure di un altro tipo: tra un modello che potremmo chiamare "tradizionale" e uno che potremmo chiamare "personalizzato", per esempio, si può dire che uno sia preferibile all'altro, o almeno che uno sia preferibile o più adatto a seconda delle proprie inclinazioni e caratteristiche?
Penso che la cosa importante da pensare sia proprio questa: che tipo di atteggiamento comporta la scelta di un modello invece che di un altro, quando si desidera imparare qualcosa?
Non appena in un blog che, come questo, ospita anche delle inserzioni pubblicitarie automatiche, si comincia a parlare di istruzione, di corsi, di apprendimento etc., ecco che compaiono tanti annunci di corsi a distanza, di corsi privati di recupero, corsi serali etc. Una delle domande che sorgono è a che cosa servano e se servano questo tipo di corsi. Io penso che possano servire: penso che, diversamente da ciò che promettono, non possano essere la soluzione per tutti i problemi scolastici di chiunque, ma che, tuttavia, per alcune specifiche situazioni possano essere d'aiuto e, perché no, possano anche dare il contributo decisivo per portare a termine un progetto. Questo però non dipende solo (anche, ovviamente, e non è da poco: ma non solo) dalla serietà della scuola e degli insegnanti, ma anche dalla situazione e dalle caratteristiche specifiche della persona interessata.
Ecco uno spunto di riflessione dal sito di Scott Young, che leggo sempre con grande interesse, e che spesso trovo "sintonizzzato" sui miei stessi interessi:


Scott risponde alle obiezioni più frequenti contro l'apprendimento non convenzionale fuori da una apposita istituzione scolastica. Direi che dal suo articolo si ricavano moltissime idee, ma una che ora mi interessa sottolineare è proprio quella di cui ho fatto cenno: l'istruzione senza scuola ha molti vantaggi, ma bisogna capire se si è nella situazione e dotati di caratteristiche tali da poterne trarre beneficio; in altre parole, non è per tutti, nè per chiunque. Non si può intendere come un modello chiamato a sostituire quello tradizionale: è qualcosa di diverso e qualcosa in più, non una nuova versione della stessa cosa. Promette, in ogni caso, di essere importante e interessante. Vale la pena dedicare qualche lettura come quella di Scott. http://normanpress.blogspot.it/2012/03/non-smettere-mai-di-imparare-ho.html Comunque la si pensi, è un ottimo spunto per ragionare e fare le proprie scelte.

venerdì 16 marzo 2012

Non smettere mai di imparare: ho conosciuto qualcuno che lo sapeva bene...

Se avessi libero accesso a qualunque tipo di istruzione, che cosa ti tratterrebbe dall'imparare? Ce lo siamo chiesti, ed ecco alcuni temi che mi erano venuti in mente leggendo l'ultimo articolo di Scott H. Young;

  1. istruzione gratuita
  2. tempo e risorse
  3. ricchezza del sapere
  4. motivazione
  5. apprendimento e miglioramento
  6. studio e scienza


Vorrei riprenderli uno per uno - però non subito. Comincerò questa volta con un semplice ritratto, di una persona che ho avuto la fortuna di conoscere e che sapeva che cosa significassero queste idee.  Era mio zio - o, per essere più precisi, lo zio di mia madre.
Tanti anni fa, assai prossimo al termine della sua vita su questa terra, lo sentii dire che, se fosse tornato indietro, avrebbe voluto soprattutto dedicarsi di più allo studio e ad imparare il più possibile dalla scuola e da qualunque situazione in cui si fosse trovato ad averne occasione. Io non glielo dissi, allora, e tuttavia pensai che l'aveva già fatto. 
Non so di preciso quali scuole avesse frequentato e che cosa avesse studiato - forse le scuole medie, forse le superiori - ma si trattava di una persona che rappresentava in tutto l'amore per il sapere e per lo studio, in ogni situazione in cui  avesse occasione di imparare. Aveva fatto studiare i propri figli, insistendo perché frequentassero e completassero gli studi universitari. Non ha mai smesso di incoraggiare e di ascoltare con autentica curiosità e attenzione le notizie sulla scuola, le università, gli studi in genere di tutti i nipoti, di prima e di seconda generazione. Pur rimanendo sempre semplice e "alla buona" in tanti aspetti materiali della vita quotidiana, dal vestire alla casa alla macchina, coltivava da sempre l'attenzione per la parola, per la correttezza, l'espressività e anche in un certo senso la ricerca del linguaggio. 
Aveva un talento innato per giocare con i significati dei termini, con i nomi delle persone, e per inventare nomi nuovi per le persone e le cose. Si appassionava per la soluzione di problemi pratici, come un guasto da riparare o un lavoro da finire. Leggeva. Frequentava i corsi dell'Università popolare e si dedicava con passione al servizio sociale, come volontario alla guida di autoambulanze. 
Negli ultimi anni aveva studiato Shiatsu, cominciando ad esercitare con successo piccole sedute di assistenza per amici e parenti. Amante della scienza, della tecnica, della matematica, nonché della musica, soprattutto negli ultimi anni si era avvicinato più che mai alla spiritualità, interrogandosi con meraviglia e interesse appassionato sul mistero della vita, del vivere e del morire, e di ciò che attenda o meno ciascuno di noi nell'"aldilà". 
Mi piace pensare che ascolti e sbirci queste parole, con il sorriso ironico che gli si accendeva spesso sul volto, lo sguardo misto di intelligenza, scaltrezza e un'astuta benevolenza, temperata dall'arguzia disincantata dello "spirito libero" che lo accompagnava.
Credo che avesse studiato più di molti studenti a tempo pieno che frequentano corsi universitari e master. Non tanto per la gamma di nozioni acquisite, quanto soprattutto per la capacità, in parte forse innata, ma in parte maggiore sviluppata con l'esercizio della pratica nell'atteggiamento quotidiano, di dare valore al sapere mettendolo in gioco in una rete di collegamenti, rimandi, in modo che ogni cosa imparata si intrecciasse con le altre, non lasciando le cose apprese abbandonate come nozioni isolate, ma combinandole in modo che da due nozioni ne risultasse una terza, forse proprio quella mancante per arrivare ad un quarto aspetto. Metteva in gioco questo modo di essere nelle cose più semplici, come nella conversazione, negli incontri quotidiani con le persone.
Del resto, forse proprio in accordo con ciò che esprime la famosa massima socratica, che l'unica cosa che si possa sapere è di non sapere, tutto questo studio non lo faceva sentire mai "arrivato": tutt'altro. Più studiava, e più gli veniva voglia di sapere nuove cose; più sapeva, e più avrebbe voluto essere certo di non aver sprecato un solo momento, una sola occasione. 
Così avrebbe fatto troppe volte, a suo dire, prima, quando era "obbligato" a studiare e forse aveva recalcitrato un po'. Io però continuo a pensare che se anche ciò fosse vero - e non ci scommetterei - avesse ben presto rimediato all'errore, e progredito ampiamente ben oltre quelli che aveva creduto esempi migliori di lui.  Ho sempre pensato, e penso, che il tempo, in questo senso, lui non l'abbia sprecato mai.

lunedì 5 marzo 2012

letture da ripensare:

"If education were to become free and less time consuming, what would stop you from learning?" - Scott H. Young (link)
"Se l'istruzione diventasse gratuita e richiedesse meno dispendio di tempo, che cosa ti tratterrebbe dall'imparare?". Spunti di riflessione: ci penserò e mi piacerebbe che lo facessimo in tanti. Istruzione gratuita; tempo e risorse; ricchezza del sapere; motivazione; apprendimento e miglioramento; studio e scienza - in una sola frase sono già come minimo questi sei i temi non trascurabili.
Ci ritornerò. Ma intanto suggerisco la lettura e il video di Scott: http://www.scotthyoung.com/blog/2012/03/04/learn-faster-without-college/
                                                                                        

martedì 13 aprile 2010

Approfondire l'apprendimento olistico

Mi è stato chiesto di indicare qualche percorso di approfondimento per l'apprendimento olistico. Naturalmente, inutile cominciare da qui se ancora non si è scaricato il lavoro da cui siamo partiti - "Holistic Learning" di ScottHYoung, nella versione italiana o in quella originale!
Detto questo, proseguiamo. Come faccio spesso, metto un po' di carne al fuoco: una carrellata di link, che mi riservo di commentare, invitando tutti a fare lo stesso.

Enciclopedia olistica www.enciclopediaolistica.com
Metodi di apprendimento viasenzanome.wordpress.com
Il sito di Enrico Cheli www.enricocheli.com

Gli approfondimenti e le precisazioni di ScottHYoung, studying and holistic learning e

lunedì 12 aprile 2010


Che strada hai fatto per arrivare qui?


Sì, si riferisce anche a come sei arrivato su questa pagina! E, no: non si riferisce principalmente a questo - ma a qualunque aspetto dell'esistenza.
Come sei arrivato a fare il lavoro che fai, a vivere dove vivi, a frequentare queste o quelle persone... A pensare come pensi, a parlare, muoverti, vestirti atteggiarti in un certo modo, mangiare determinati cibi, frequentare determinati luoghi, leggere certi libri, guardare certi programmi televisivi, frequentare siti internet o blog - e per questo, sì, anche leggere questo blog.
Che cosa ha portato me, a scrivere questo blog? Non solo sono infinitamente molteplici le strade che avrebbero potuto portare a un certo punto; ma spesso sono tante e diramate anche quelle che abbiamo effettivamente percorso per arrivarci.
Sono pre-determinate? Sono indeterminate del tutto? Non saprei dire.
Però penso ad una specie di mappa personale. Ci sono delle "tappe" che "mi hanno portato fin qui"? Ho iniziato a scrivere dopo un lungo periodo di mancanza di stimoli, fiacchezza, per risvegliarmi dal quale sono intervenuti tanti piccoli fattori; le prime attività continuative sono state alcune traduzioni, la lettura dei blog ScottHYoung e InvestiSuTeStesso; mi hanno fatto venire voglia di pubblicare un blog. Scrivere mi è sempre piaciuto; c'è stato un periodo in cui avevo mosso qualche passo verso un ambito giornalistico. Anche se ho sempre pensato più che altro alla carta stampata, si trattava di giornalismo televisivo: anche se potevo occuparmi principalmente di preparazione e scrittura di testi, dovevo tener conto non soltanto del contenuto, ma di come ne sarebbe risultata la lettura a voce. E dovevo tener conto del valore logico dei contenuti, ma anche della resa delle immagini video associate.
Questi aspetti mi tornano in mente ogni volta che penso a come figura la schermata che si apre come home page, o penso ad un'impaginazione, o immagino come possa "suonare" un testo letto lentamente, oppure ad una lettura veloce.
Per una via completamente diversa, un po' più di un anno fa ho avuto occasione di seguire l'avviamento di un sito internet: non ne sapevo assolutamente niente, e poi ecco che in pochi giorni ho assorbito una quantità di dati disparati su contenuti, struttura, gestione, posizionamento. Lo strumento Analytics aveva destato tutta la mia curiosità, ma allora pareva qualcosa di riservato agli adepti. Oggi lo consulto un giorno sì e un giorno anche, divertendomi e interessandomi a vedere anche solo poche semplici informazioni di dati di traffico.
Tutte queste cose avevano tenuto desta la mia attenzione, ma ciascuna aveva seguito i propri sviluppi, li aveva più o meno esauriti, e da tempo non mi tornava quasi in mente. E poi di punto in bianco un'idea che non c'entrerebbe niente si fa strada, e mi accorgo di come cose che parevano dimenticate siano come vive e presenti, utili all'occorrenza, risolutive o semplicemente fonti di nuove ispirazioni.
Quello che ho notato, insomma, una volta di più, è che tutto torna. E quanto più i rimandi, i collegamenti, le reti delle nostre ispirazioni sono diramate, tanto più si arricchisce l'intensità con cui possiamo assaporarne l'esperienza.
Ho amici che mi prendono in giro, perché spessissimo attacco ad additare cose che vedo, o a sottolineare frasi e pensieri, divagando a dire "questo mi ricorda...", "mi fa venire in mente..."; "è proprio come quella volta che..." o "questo posto somiglia a...".
Molti collegamenti sono più che improbabili - eppure non impossibili. Di solito paiono del tutto assurdi per chi ascolta, se non che i percorsi che seguo in base ad essi finiscono spesso per portare ad una prospettiva, spiegazione o magari soluzione a cui l'interlocutore non aveva pensato, e che finisce per trovare tuttavia migliore di altre.
Più spesso questi percorsi non si palesano, però servono a me per capire qualcosa, sviluppare un pensiero, analizzare una situazione. E' uno strumento di organizzazione mentale apparentemente caotica che potenzia la portata dei dati che sono memorizzati.
Una "rete" di connessioni come questa è del genere di quella che ScottHYoung descrive applicandola alle tecniche di apprendimento, chiamandola holistic learning, "apprendimento olistico". Una struttura di questo tipo è efficacissima nel campo dell'apprendimento, ma la cosa più interessante, e uno dei suoi punti di forza, è che non si limita a settori specifici - proprio al contrario, funziona tanto meglio quanto più è estesa trasversalmente a settori disomogenei, diversi tra loro.

Vuoi saperne di più su reti di conoscenza e apprendimeno olistico? Scarica la versione italiana "Apprendimento olistico" o, se preferisci la versione originale, "Holistic Learning" - e' un e-book completamente gratuito, è interessante e scorrevole e contiene le indicazioni per approfondire la lettura!